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giovedì 5 dicembre 2013

L'ANOMALA COMETA ISON, IL CAMBIAMENTO DELLA SUA ORBITA E L'INCROCIO CON LO SCIAME COMETARIO A GENNAIO 2014

di Luca Scantamburlo



Che cosa è veramente la cometa Ison e per quale motivo essa ha calamitato l'interesse di tutto il mondo astronomico? Oggi - all'indomani del suo punto di perielio già superato (28 novembre 2013) e dopo la messa in onda avvenuta il 27 novembre 2013 del documentario "Comet of the Century" del National Geographic Channel, possiamo esprimerci con più chiarezza. Un documentario - chiamato "La cometa del secolo" - che ho guardato con estremo interesse, giudicandolo incalzante nel suo racconto, suggestivo e ben montato, come sempre sa fare il canale di National Geographic quando confeziona divulgazione scientifica per un pubblico di massa.
Per aiutare il lettore a comprendere meglio i termini della questione, divulgo il testo di una lettera di posta elettronica a mia firma che io inoltrai il 10 aprile 2013 all'attenzione del dr. Gareth V. Williams (si veda alla fine dell'articolo il testo della mia email).
Lo scienziato britannico - che lavora al vertice del Minor Planet Center (Centro per i pianeti minori) presso l'Osservatorio Astrofisico Smithsonian negli USA - non rispose alla mia lettera, ed oggi - dopo aver ascoltato le sue parole raccolte dal National Geographic Channel (che l'ha intervistato) - posso azzardare una possibile spiegazione.
Non soltanto perché egli non aveva tempo da perdere con un piccolo scrittore freelance quale io sono, ma probabilmente anche perché una risposta univoca alle mie domande non era possibile. Infatti io chiesi al dr. Gareth Williams non soltanto delucidazioni sulle dimensioni del nucleo di Ison, ma anche se Ison fosse un oggetto su traiettoria iperbolica (destinato dunque a perdersi nello Spazio dopo il suo perielio, per non tornare mai più nella parte interna del Sistema Solare), oppure fosse un oggetto la cui eccentricità (parametro orbitale che dà la forma alla traiettoria dell'orbita) potesse cambiare nuovamente nei mesi successivi, e dunque rendere Ison un corpo celeste che si muove su orbita quasi parabolica.
È accaduto: Ison poco prima del raggiungimento del punto di massima vicinanza al Sole (perielio) ha mutato la sua orbita, ed è diventata un oggetto che si muove su orbita ellittica, quasi parabolica (con un periodo di rivoluzione attorno al Sole di alcune migliaia di anni, per quello che resta del suo nucleo già frammentato prima di giungere al suo perielio, e poi disintegrato ulteriormente a causa del calore del Sole e delle forze di marea gravitazionale.

 La cometa Ison nel suo passaggio radente al Sole
Crediti di immagine: satellite SOHO-NASA-ESA
Basta dare un'occhiata ai dati forniti dal JPL della NASA, i quali indicano attualmente non solo che il valore e (eccentricità di Ison) è di 0,99 (valore approssimato) ma addirittura - e questo mi è stato fatto notare da una mia fonte riservata, che ringrazio - che ora la cometa Ison non risponde ad alcuna classificazione orbitale cometaria nota ("Orbit classification: comet orbit not matching any defined orbit class").
I valori delle eccentricità (indicata con la lettera e) - uno degli elementi fondamentali per il calcolo delle orbite - sono pari ad 1 per le comete paraboliche, maggiori di 1 per quelle iperboliche, e minori di 1 per quelle vincolate alla stella Sole (percorrono orbite ellittiche o quasi paraboliche se il valore è prossimo ad 1). Per Ison, il valore di e ha oscillato nel tempo: inizialmente calcolato in meno di 1, è poi stato aggiustato in poco superiore ad 1, e recentemente è tornato ad un valore inferiore ad 1.
Forse è stato proprio questo continuo aggiustamento dell'orbita ad allarmare ed attrarre l'attenzione degli astronomi e degli enti scientifici più accreditati del mondo (NASA in testa)? Certamente: infatti lo stesso dr. Gareth V. Williams proprio nel documentario del National Geographic prima citato, ha fatto delle affermazioni forti, ma che una cattiva interpretazione data da alcuni in Rete, ha trasformato in una notizia priva di fondamento ed inutilmente allarmante. 
Gareth ha detto che ancora a distanza di 3 giorni dalla scoperta di Ison (nell'autunno 2012), fra le oltre 600 orbite calcolate al computer con i pochi dati di osservazione disponibili, ve ne erano alcune che portavano la cometa a transitare pericolosamente nei pressi della Terra. Tuttavia, in seguito, altri dati di osservazione consentirono al dr. Gareth di escludere questa possibilità. Ed infatti oggi noi tutti siamo qui incolumi a testimoniarlo. Il nucleo della cometa non ci ha mai minacciato direttamente. Quello che invece potrebbe minacciare la sicurezza della Terra - come ho già fatto osservare in precedenti articoli e saggi - sono i residui, i debris della cometa in scia alla cometa stessa, in virtù del piccolo valore del MOID (si veda in proposito www.angelismarriti.it, <<Nibiru: Leggenda o verità? Ison ed il Pianeta X. Corpi celesti anomali in avvicinamento al Sole>>, ed anche il mio saggio L'ombra del Pianeta X. Storia del Decimo pianeta, fra Servizi segreti ed insider, Youcanprint.it, maggio 2013.
Lo sciame cometario di Ison che la Terra incrocerà a gennaio 2014 ci espone alla caduta di corpi meteorici. Il MOID (Minimum Orbital Intersection Distance) di Ison nei confronti della Terra è relativamente piccolo in termini astronomici: il JPL della NASA indica - aggiornati al 26 novembre 2013 - soltanto 0.0230968 unità astronomiche. Si tratta di poco più di tre milioni di chilometri. Poche distanze Terra-Luna ci separeranno a gennaio 2014 dalla orbita percorsa nei mesi precedenti da Ison. Si tratterà soltanto di finissima polvere, quella che incroceremo? Lo sapremo fra poche settimane: in tal caso probabilmente assisteremo ad una spettacolare pioggia di stelle cadenti. Se invece vi saranno frammenti più grandi che potrebbero incrociare l'orbita della Terra ed essere catturati dalla gravità terrestre, non è da escludersi un incremento della caduta di bolidi e superbolidi (che già cadono periodicamente sul nostro pianeta), per non dire altro.
Ed infatti - a conferma di tali timori - è arrivata recentemente l'opinione di un addetto ai lavori: il portavoce dell'osservatorio astronomico di Pulkovo, Sergei Smirnov, ha messo in guardia il pubblico e gli astronomi. dicendo che potremmo avere sorprese già pochi giorni dopo Natale 2013, a causa dei frammenti in distacco dal nucleo sopravvissuto, con velocità e direzione diversi da esso. Il perigeo con Ison è fissato il 26 dicembre 2013. 
Fonte: http://news.astronomie.info/ai.php/headlines/201311105 

Resta la curiosità delle affermazioni fatte dalla voce narrante del documentario del National Geographic Channel: Ison avrebbe avuto una dimensione - prima del perielio - superiori all'Australia. A cosa ci si riferiva? Al suo nucleo reale, oppure al suo cosiddetto "falso nucleo" (l'insieme di gas e polveri che avvolgono, nella chioma, il nucleo solido)?
In ogni caso, resta un mistero come mai mentre per la cometa Hale-Bopp - ad esempio - si arrivò in un paio d'anni a determinare le dimensioni del suo nucleo, ed abbastanza facilmente (70 km per il corpo principale e circa 30 km il corpo satellite, compagno), oggi invece, a distanza di 16 anni da passaggio di Hale-Bopp, con una flotta di stazioni spaziali ben più numerosa e sofisticata, per la cometa Ison ci si è trincerati dietro un continuo ed espresso proposito di studio del nucleo sempre in progress, per determinarne la grandezza, e poi non si è potuto quantificare con certezza le dimensioni del suo nucleo prima che la cometa giungesse al perielio. Si è sempre parlato di pochi chilometri di diametro, le dimensioni di una modesta città, ma non si è mai dato un valore preciso. E questo nonostante la campagna di osservazione della Ison (la CIOC), e l'incredibile dispendio di energie e di tempo di tutti i più importanti telescopi spaziali in orbita, per non dire delle osservazioni a terra, anche con radiotelescopi.
O forse lo si è fatto, ma per ragioni da appurare i dati sono rimasti riservati. Si è sempre rimasti sul vago, e talora gli addetti ai lavori l'hanno fatto anche in modo ambiguo, perché hanno aggiunto che il nucleo doveva essere "abbastanza grande" per dare ragione dell'estrema attività della cometa, già notata nell'autunno 2012, quando fu scoperta, oltre l'orbita di Giove, ad una distanza di 6,25 unità astronomiche dal Sole, e classificandola inzialmente come oggetto asteroidale.
Io faccio fatica a credere che un oggetto di soli 1 o 2 chilometri di grandezza- come è stato detto - venga individuato otticamente con un telescopio da 40 centimetri di diametro, da due astrofili russi (il bielorusso Vitali Nevski ed il russo Artyom Novichonok) mentre è in viaggio verso il Sole e si trova ad una distanza di oltre 6 unità astronomiche da noi. Se fosse stato solo l'outburst della cometa a produrre tutta quella luminosità, essa si sarebbe consumata presto ben prima di giungere al perielio. Ma questa è una mia considerazione da semplice profano.
Del resto, anche il fatto che la cometa Hale-Bopp fosse costituita da un nucleo binario cometario enorme rispetto a quelli classici, (una sorta di pianeta doppio), era ed è ancora oggi un fatto piuttosto scomodo, che mette abbastanza in crisi gli addetti ai lavori ortodossi, abituati al modello di cometa "palla di neve sporca", dal nucleo - appunto - di 1 chilometro o poco più (la cometa di Halley, fra le più grandi, misura circa 16 chilometri lungo il suo lato più grande).
Resta l'enigma della reale natura e composizione del nucleo di Ison: si tratta di un corpo transnettuniano proveniente dalla nube di Oort, con una composizione a prevalenza rocciosa oppure metallica (come suggerito da una mia fonte riservata)? Un'altra mia fonte ha suggerito l'ipotesi che sia un TNO abortito sul nascere. Un protopianetoide dunque, forse fiondato verso il Sole dal passaggio di una qualche stella, in un remoto passato; oppure perturbato da qualche forza gravitazionale ignota (il Pianeta X?).
Certamente, le indagini spettroscopiche potrebbero darci alcune risposte, così come future analisi su eventuale materiale meteorico in caduta sulla Terra nei prossimi mesi.
© Luca Scantamburlo
 05 dicembre 2013
Testo riproducibile in Rete citando fonte(link), data e Copyright dell'autore.

TESTO DELLA EMAIL DI LUCA SCANTAMBURLO AL DR. GARETH V. WILLIAMS
Data mercoledì 10 aprile 2013 - 09:59

to the kind attention of dr. Gareth Williams - QUESTIONS ABOUT THE ECCENTRICITY OF
COMET ISON - DIMENSIONS of nucleus FROM ITALY

Kind dr. Gareth V. Williams
I am an Italian freelancer, interested in space exploration. I have been writing essays, and some articles for the Web, and part of my unpublished work is dedicated to the Ison comet. I will be used your anwers for my
articles and books. I thank you in advance. If I will not receive any answer from you, I will write no comment/no answer from dr. Gareth V. Williams. The comet Ison (C/2012 S 1) is expected to be brighter than C/1995 O1 Hale-Bopp comet, and I know you are aware of this.
About the eccentricity of C/2012 S1, the initial datum was e = 0.999999964 (December 2011, CBET).
See the attachment, where there is your name. Electronic Telegram No. 3238 Central Bureau for Astronomical Telegrams
INTERNATIONAL ASTRONOMICAL UNION
A near parabolic object, at least so we thought. In my opinion, at the beginning the celestial body would have been a periodic comet (with a period of thousand of years).
NEW OBSERVATIONS AND CALCULATIONS - DIFFERENT e (Eccentricity)
Now the recent calculations - based on more and several ground observations of the comet Ison -
show a different e:
e=1.000004032249622 with -1-sigma 7.091e-08
Source of recent data: JPL Small-Body datacenter, NASA.
QUESTIONS FOR YOU:
1) IS THE ISON COMET FOR SURE A HYPERBOLIC OBJECT?
Within the 1-sigma uncertainty, the object is still a hyperbolic object, am I right? Is there any chance - according to you - that the comet could be a near parabolic object? I see that even within the 1-sigma uncertainty, we cannot have a near parabolic object. So it is the first time in the inner part of the Solar System, without a doubt? Is there any chance that the value of eccentricty could change again, and indicate different value in the next future (I mean next months of observations), and therefore indicate again a near parabolic celestial object?
2) QUESTIONS ABOUT THE DIMENSIONS OF THE ISON NUCLEUS
Have you any idea of the dimensions of the nucleus? Do you think there are in public domain data from Arecibo Observatory and from Deep Space Network? Do you think it is possible that dimensions of the Ison nucleus can be close to those of an earthsize planet? And what about this value: nucleocentric radius, 15618 Km, of the Ison comet? The data come from an image taken by Dr. M.-T. Hui, Astronomer. Xingming Observatory, China. See the attachment. Is this datum related to the false nucleus of the comet (coma plus nucleus)? Or does it mean the real nucleus radius?
Thanks in advance for your attention, patience and time.
My Kindest regards
Luca Scantamburlo
member of the Free Lance International Press (FLIP, Rome)
and of the International Association of Press Photographers (IAPP, Miami)

5 commenti:

  1. certamente ai più attenti non sfuggono tutte queste "anomalie procedurali"messe in atto per seguire la ISON......e se fosse stato un test procedurale per futuri oggetti che potremmo incontrare?se fosse stato un test per verificare l'attenzione dei media e della gente comune verso futuri oggetti spaziali potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta?

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    1. Ti ringrazio per il contributo di pensiero. Le tue parole mi hanno fatto fare un piccolo ma significativo collegamento: quando abbiamo saputo che vi erano alcune soluzioni dell'orbita che davano un transito al perigeo preoccupante per il basso valore? Solo diversi mesi dopo che tali soluzioni sono state scartate a seguito di ulteriori osservazioni che hanno consentito di calcolare l'orbita con maggiore precisione e sicurezza. Ecco che la prassi di divulgazione presenta caratteristiche di prudenza ed autocensura, per non sollevare panico ed allarme ingiustificati. Ma se le soluzioni dell'orbita fossero rimaste, quando l'avremmo saputo?

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  2. ciao Luca, complimenti per l'articolo veramente interessante, molto interessante. Come hai fatto giustamente notare la traiettoria di ison è cambiata dopo il perielio e ancora oggi non si sa esattamente quale sarà il MOID al perigeo. L'attenzione nei confronti di questa cometa o TNO da parte degli organi competenti è stata enorme, ma , secondo me , qualcosa è andato storto....forse non ci si aspettava la frammentazione al perielio con le realtive conseguenze?

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    1. Grazie per il tuo commento. La frammentazione - a mio modesto parere - è iniziata ben prima del raggiungimento del perielio. Forse ISON è giunta nella parte interna del Sistema Solare già in pezzi. Recentemente ho commentato ulteriormente il mio scritto con una introduzione che ho spedito al giornalista del Corriere della Sera, Flavio Vanetti. Ecco il link
      http://misterobufo.corriere.it/2013/12/12/il-messaggio-di-ison-la-cometa-zombie/
      Il messaggio di Ison, la cometa “zombie”
      Non è da escludere che la natura del nucleo di Ison - frammentato - fosse o sia ancora oggi il vero target riservato degli studi astronomici. Se il nucleo della cometa è peculiare, più vicino ad un protopianetoide, lo sapremo ben presto dalle analisi spettroscopiche. Certo che, all'indomani della scoperta, se effettivamente i migliori astronomi del mondo hanno trovato soluzioni dell'orbita che indicavano una distanza di perigeo di poche T-L, distanze Terra-Luna, posso immaginare lo sgomento. Poi - fortunatamente - il pericolo è rientrato. Resta il piccolo valore del MOID, come ho già spiegato.

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  3. Grazie mille per il link dell'articolo!!! Ora , credo, che non ci resta che attendere gennaio e sperare che ci siano solo piccoli granelli nella nube......ancora grazie per il tuo lavoro..

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